Vorrei raccontarvi brevemente di un caso clinico molto interessante che mi è capitato qualche giorno fa. Dovete sapere che io ho un bel sito web, anzi più di uno, ed altri di cui sono ospite (siete proprio qui, e vi dò ancora il benvenuto..) molto curato, e che aggiorno frequentemente per tenere informati i miei affezionati followers delle novità cliniche, innovazioni tecnologiche, esperienze etc. In un mio articoletto sulle frenulectomie laser assistite, ho nominato il dr. Kotlov (un dentista di New York, maestro dell’uso del laser in odontoiatria pediatrica) e l’intervento da lui proposto cioè la frenulectomia linguale col laser anche in bambini piccolissimi allo scopo di migliorare l’allattamento. Io ho studiato molto i metodi innovativi dell’uso del laser in pediatria di questo intelligente dottore americano. Infatti vi rimando a questa mia risposta http://www.dentisti-italia.it/dentista_domande/lingua-spaccata/8127_ho-una-bimba-di-due-mesi-che-ha-il-frenulo-lingual.html

Ci sono bambini che nascono col frenulo linguale molto corto (il 7% quindi nemmeno tanto pochi) e che hanno difficoltà di allattamento, creano disturbi nel seno della mamma, si stancano subito di tirare perchè è una gran fatica per loro e quindi si sotto alimentano e crescono poco, etc etc. Vi ricordo che come descritto in miei altri articoli il laser è il golden standard (la soluzione di gran lunga migliore) per sistemare ed allungare questi frenuli così problematici, in alternativa a soluzioni chirurgiche che prevedono sforbiciate inutili col bambino sveglio (inutili perchè ben presto ritorna tutto come prima e recidiva) o interventi in anestesia totale ben pericolosi al contrario dell’intervento di Kotlov del tutto innocuo al mille per mille):

http://www.passaretti.it/frenulo-corto-e-danni-conseguenti-rimedi-con-laser-e-protossido/

Questa mia presenza su internet ha attirato la ricerca di una giovane coppia di newyorkesi che vive nel trentino (lui si occupa di una cosa che mi è sembrata molto bella, ricerche universitarie sulla pace nel mondo). Mr. Google ha indicato loro la mia presenza e la mia pratica di questo intervento. Mi hanno portato il bimbo che chiamerò Steven per motivi di privacy. Non ho ben capito se loro conoscevano già il dr. Kotlov oppure se il bambino essendo nato qui, avevano letto di tutto ciò nel web. Il mio inglese, pur sufficiente, non è così smagliante..

fatto sta che io ho messo un po’ di mascherina al piccino, che stava sopra la mamma (loro da buoni americani conoscono bene il protossido e non ho dovuto spiegare nulla sulla opportunità di usarlo e innocuità, e mi è sembrato bellissimo che per loro fosse la cosa più naturale applicare questa mascherina). E in un minuto (sessanta secondi netti circa) il mio piccolo fedele diodo ha allungato il frenulino di Steven senza una sola lacrima da parte sua. Unica anestesia, la famosa pomatina ai buoni sapori in mio prezioso possesso. Poi si è addormentato dopo aver fatto una ciucciatina rassicurante dal seno della mamma. Alcuni giorni dopo la mamma mi ha telefonato felice perchè Steven ora era in grado di succhiare benissimo, senza più affaticamento, dolore al seno materno etc. sembra un luogo comune, ma in effetti il laser a diodo sembra proiettarci in una dimensione futuristica straordinaria. Se pensiamo, ripeto, che le alternative sono la sala operatoria, i punti, il sangue, le forbici, le recidive che lo riattaccano, i rinvii ad età in cui il frenulo corto ha avuto tempo di fare tutti i suoi danni, a tanti livelli specie quello che mi sta a cuore, cioè a livello ortodontico della crescita delle arcate , etc etc.