GOTEBORG, Svezia. Il russare occasionale nei bambini è comune e spesso innocuo. Tuttavia, i disturbi respiratori persistenti durante il sonno possono causare un aumento del rischio di problemi di concentrazione, difficoltà di apprendimento e ritardo nella crescita, sostengono gli esperti. Un nuovo studio della Sahlgrenska Academy in Svezia afferma che molti genitori sottovalutano gli effetti negativi che la condizione può avere sulla qualità del sonno e della vita dei loro figli.

Esaminando la prevalenza di russamento e apnea del sonno in 754 bambini fino ad 11 anni, i ricercatori hanno scoperto che il 4,8 per cento ha manifestato disturbi respiratori nel sonno varie volte alla settimana. Nonostante il russamento pronunciato, solo il 31 per cento di tali bambini è stato sottoposto ad esame per valutare tali sintomi, ha stabilito l’indagine.
«Lo studio dimostra che c’è scarsa consapevolezza nella maggior parte dei genitori degli effetti negativi che sulla salute dei figli piccoli hanno i disturbi respiratori nel sonno. Il fenomeno dovrebbe essere approfondito. Quale evidente risultato della ricerca è il come ai genitori vengono fornite informazioni su questo problema e dove possono trovare assistenza» dice Gunn Hildur Guðnadóttir del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Accademia.

«I bambini con russamento persistente spesso hanno una qualità di vita ridotta. Questo vale in particolare per i bambini che soffrono di apnee» dice Gudnadottir. Esse incidono sulla qualità del sonno, con conseguente stanchezza diurna, difficoltà di concentrazione e di apprendimento, pipì a letto e ritardo della crescita. Dal momento che molti genitori non sembrano essere consapevoli dei rischi connessi con il russamento abituale, i ricercatori hanno consigliato loro di ricorrere al medico.

Il motivo più comune del russamento nei bambini sono tonsille o adenoidi. In questi casi, il russamento può spesso essere risolto o ridotto con la chirurgia. Altre cause comuni sono anatomiche, come ad esempio una mascella piccola o vie aeree ridotte del bambino o muscoli scarsamente integrati che non aprono le vie respiratorie a sufficienza durante il sonno e la respirazione.
I risultati dello studio, dal titolo “Healthcare provider contact for children with symptoms of sleep-disordered breathing: A population survey”, sono stati pubblicati nel numero di marzo del Journal of Laryngology and Otology.

 

Fonte: Dental tribune