Riscopriamo il nostro ruolo di medici; è l’esortazione di Chan et al. nell’articolo apparso nello scorso mese di giugno su Periodontology 2000.

Gli Autori sottolineano come la separazione tra medicina e odontoiatria sia da attribuire a una stravaganza storica per cui il medico debba interessarti a tutto l’organismo mentre il dentista debba focalizzarsi in modo peculiare solo sulle malattie della bocca e dei denti in particolare.

Oggi sappiamo bene che le correlazioni tra patologie orali e patologie sistemiche sono sempre più frequenti; il ruolo quindi dell’odontoiatra deve essere, per forza di cose, anche quello di segnalare quelle situazioni di anormalità che potrebbero rivelarsi premonitrici di riflessi sull’intero organismo.

La correlazione tra problematiche parodontali e patologie della sfera cardiovascolare sono sempre più studiate: l’aumento della pressione diastolica è maggiormente presente in pazienti con disordini dell’apparato di sostegno dentale. Tale aumento può essere moderato se la patologia parodontale viene curata e risolta.

In questo ambito molte delle malattie di tipo settico che coinvolgono il cuore, endocarditi e conseguenti valvulopatie, si sospetta siano generate con grande frequenza da manovre odontoiatriche su tessuti particolarmente infetti, o da errate manovre chirurgiche in presenza di tessuti parodontali altamente contaminati.

L’importanza di una igiene orale corretta viene enfatizzata dai pneumologi che hanno assistito a una diminuzione delle infezioni ospedaliere polmonari quasi del 40% in presenza di soggetti in cui la placca batterica veniva sufficientemente controllata.

Per non parlare dei parti prematuri e a basso peso in madri che fossero portatrici di malattia parodontale.

Considerati questi punti è bene osservare anche gli effetti contrari: in pazienti con nefropatie le malattie parodontali sono molto più difficili da debellare e hanno un’insorgenza molto più brusca.

In conclusione: i contatti tra odontoiatra e medico curante dovrebbero moltiplicarsi in ragione delle evidenze – sempre più marcate – sull’interrelazione tra malattie dell’organismo e stati patologici parodontali.

FONTE: odontoiatria33