Londra & Southampton, UK. Alcune ricerche hanno dimostrato che la scarsa igiene orale, problema comune tra i pazienti anziani, è un fattore di rischio nello sviluppo dell’Alzheimer. Un progetto di ricerca congiunto condotto dagli scienziati dell’Università di Southampton e il King’s College di Londra ha fornito un ulteriore prova che la parodontite può essere associata ad una demenza aggravata e ad un più rapido declino cognitivo nei pazienti con Alzheimer.

donna dentiHanno preso parte alla ricerca 59 pazienti non fumatori di età media di 77,7 anni con lieve o moderata demenza e con un residuo minimo di dieci denti, che negli ultimi sei mesi non avevano ricevuto cure per la parodontite. Sono stati sottoposti a controlli odontoiatrici da un igienista dentale con un follow-up a sei mesi. Inoltre, sono stati loro prelevati campioni di sangue per misurare i marcatori d’infiammazione.

Nei partecipanti oggetto dello studio, la malattia parodontale è stata associata ad un aumento di sei volte del tasso di declino cognitivo. Nel periodo di follow-up la parodontite è stata anche associata a un aumento relativo dello stato infiammatorio. I ricercatori hanno concluso che la malattia parodontale è stata associata ad un aggravio del declino cognitivo nell’Alzheimer, probabilmente attraverso meccanismi legati alla risposta infiammatoria del corpo.

Lo studio ha incluso solo un numero limitato di partecipanti. Di qui l’affermazione degli Autori secondo cui i risultati devono essere convalidati da più ampie risultanze, sottolineando inoltre che non sono ancora pienamente compresi i meccanismi per cui la parodontite può essere collegata al declino cognitivo. Nel declino dei soggetti altri fattori potrebbero svolgere un loro ruolo. L’evidenza attuale è tuttavia sufficiente tuttavia per dedurre che dal trattamento parodontale potrebbe beneficiare il trattamento dell’Alzheimer.

La parodontite è una malattia comune nelle persone anziane. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 15-20 per cento degli adulti tra 35-44 anni in tutto il mondo ha una grave malattia di questo genere. Con il progredire della malattia, la condizione può diventare più comune nell’Alzheimer per via di una ridotta capacità di prendersi cura dell’igiene della bocca. Livelli elevati di anticorpi dei batteri parodontali vengono associati all’aumento di molecole infiammatorie in altre parti del corpo, collegato a loro volta, grazie a studi precedenti, a più gravi tassi di declino cognitivo nell’Alzheimer.

Tra i principali autori Mark Ide, del King’s College London Dental Institute dice: «La malattia gengivale è molto diffusa nel Regno Unito e negli Stati Uniti e in età più avanzate è ritenuta una delle principali cause di perdita dei denti. Nel Regno Unito nel 2009, circa l’80 per cento degli adulti oltre 55 anni ne presentava i sintomi, mentre il 40 per cento degli adulti tra 65 e i 74 anni e il 60 per cento di quelli di età superiore a 75 avevano meno di 21 denti dei loro originali. A metà di essi, prima che perdessero i denti, la parodontite era stata segnalata».

Intitolata “Periodontitis and cognitive decline in Alzheimer’s disease”, la ricerca è stata pubblicata online il 10 marzo nella rivista PLoS One.