La parodontopatia è sostanzialmente una malattia batterica. Ci sono molti fattori predisponenti, come la genetica, il fumo, le malocclusioni (se i denti non sono in buona occlusione c’è un rischio molto aumentato di perdita precoce dei tessuti di sostegno del dente), condizioni di diminuita immunità (diabete in primis), alcuni farmaci e terapie. Però al di là di questi fattori predisponenti ed acceleranti, rimane come vera causa la infezione da parte dei germi (alcuni sono particolarmente aggressivi e sono presenti nei casi più seri) che progressivamente creano infiammazione infezione e retrazione di gengiva ed osso.

È estremamente importante curare per tempo questa malattia molto seria, perché allo stato attuale delle conoscenze, quando si arriva ad una eccessiva mobilità o ad infezioni non risolvibili neanche con la chirurgia parodontale, il dente è perso e c’è poco da fare. Bisogna aver lavorato, agito opportunamente in tutti gli anni precedenti questa situazione finale. Cioè quando non ci sono ancora sintomi rilevanti. E si è quindi in condizione di apparente benessere. Il “modello” per questo tipo di problema dei denti non è assolutamente quello classico della carie che allerta il paziente per il fastidio (peraltro sbagliatissimo, anche per questo aspetto, aspettare i sintomi, perché quando una carie diventa sintomatica già va verso la devitalizzazione e questo anche va assolutamente prevenuto). Quindi anche in assenza apparente di disturbi, l’unica cosa saggia è fare visite periodiche di controllo sia per le cure delle carie sia per quelle delle gengive. 

La piorrea può instaurarsi con scarsezza di sintomi all’inizio e solo il dentista può accorgersi se sta progredendo. Quindi il “modello” delle parodontopatie (piorrea) è che la cura consiste e coincide con la prevenzione anche in assenza di sintomi. Ripeto, bisogna essersi occupati (e preoccupati!) di questo fondamentale argomento della salute orale nei periodi in cui si sta apparentemente bene. Teniamo anche presente che oggi stanno uscendo ogni giorno nuovi studi di come le malattie parodontali predispongano in maniera molto netta a problemi della salute dell’intero organismo. C’è una relazione scientificamente provata con sempre più nuovi studi fra infezioni orali e infarto ictus malattie oculari parto pretermine malattie renali e quant’altro… Quali sono quindi le armi a nostra disposizione per curare prevenendola, la piorrea? Innanzitutto la scrupolosa igiene orale quotidiana personale domiciliare. Questo nessuno, nessun dentista può farlo al posto del paziente, a posto di ciascuno di noi… Abbinata alle indispensabili sedute di igiene orali periodiche, con cadenza di una volta l’anno per TUTTI, a partire dai bambini, e poi due volte l’anno per ogni adulto di qualsiasi età. Fino a sedute ravvicinate ogni tre o 4 mesi per chi già ha una situazione più avanzata. Oggi abbiamo due nuovi presidi che il dentista può usare per frenare e rallentare l’andamento della piorrea: il laser a diodo(già da alcuni anni arma formidabile) ed ora l’ozono che già si usa da tempo per la cura della carie (vedi articolo) in maniera indolore senza trapano nelle lesioni cariose più iniziali (ed in ogni caso permette, lo ricordo, cure senza anestesia anche per carie piccole e medio-piccole) ma solo ora è stata preparata una macchina in grado di applicarlo sulle gengive e sui tessuti di sostegno del dente. Infatti prima di questa nuova tecnica si “sognava “ di poter applicare ozono a livello gengivale, conoscendone i grandi benefici, ma solo con questa novità tecnologica si è riusciti a farlo. I macchinari precedenti (adatti invece per la carie) non erano in grado di agire sul parodonto. Ma perché laser ed ozono sono così efficaci nella cura della piorrea? In comune hanno proprio il potere di agire sul fattore causale che genera la infiammazione delle gengive: questi mezzi sono in grado di disinfettare a fondo quasi sterilizzando perché uccidono la maggior parte di ogni tipo di germe, e hanno anche entrambe il potere di promuovere il trofismo dei tessuti. Cioè facilitano la guarigione e la salute riparatoria delle gengive. Ricordiamo però ancora una volta che tutto ciò ha senso se effettuato per tempo, quando la situazione è ancora governabile se non si aspetta il dolore che è segno di malattia avanzata ..