Il fumo è il principale fattore di rischio per molte malattie degenerative croniche, in particolare respiratorie e cardiovascolari, ma molti effetti avversi si verificano nei fumatori cronici anche a livello del cavo orale come:

  • malattie parodontali, 
  • carie,
  • peri-implantiti,
  • lesioni precancerose e cancerose,
  • alterazioni cromatiche dei denti.

Molti studi in letteratura hanno dimostrato che gli odontoiatri e i loro igienisti non promuovano sempre adeguatamente la cessazione del fumo nei loro pazienti.

Dal momento che i fumatori sono raramente consapevoli degli effetti nocivi che il fumo ha sulla loro cavità orale, l’intera squadra odontoiatrica e in particolare l’igienista dentale dovrebbero svolgere un ruolo chiave nell’informare i pazienti fumatori su quali siano le conseguenze del fumo sulla salute orale, cercando di convincere i pazienti ad abbandonare l’abitudine al fumo.

In uno studio romano pubblicato su J Int Soc Prev Community Dent di sett/ottonbre 2017 viene analizzato il livello di consapevolezza dei pazienti che hanno subito o subiscono ciclicamente terapie parodontali sul ruolo del fumo come fattore di rischio per la salute orale. Lo scopo secondario di questo studio è stato anche quello di analizzare il rapporto tra salute orale, stili di vita, consapevolezza dei rischi del fumo e probabilità di essere fumatori. La scelta di includere solo i pazienti trattati per la parodontite nel presente sondaggio è legata alla correlazione esistente tra il fumo e la parodontite.

E’ stato fatto compilare a 158 pazienti, precedentemente trattati per la parodontite in quattro diversi studi odontoiatrici privati a Roma, un questionario. Il questionario poneva domande su:

  • abitudine al fumo (fumatore, ex fumatore, non fumatore);
  • tipo di fumo (sigarette, pipa, sigari);
  • quantità di fumo al giorno (> 10 sigarette al dì, tra 10-20, > 20 sigarette al giorno);
  • a quale età il paziente ha iniziato a fumare;
  • se ha mai cercato di smettere di fumare;
  • domande sulla salute generale (affetto da diabete, papilloma virus HPV, patologie tumorali etc.);
  • attività sportiva eseguita;
  • tipo di dieta;
  • uso abitudinario di alcolici, quantità quotidiana e quali tipi;
  • igiene orale domiciliare ;
  • quali trattamenti parodontali subiti;
  • stato di salute orale;
  • informazione ricevuta da odontoiatra e igienista sugli effetti negativi del fumo a livello orale;
  • promozione da parte di odontoiatra e igienista della cessazione dell’abitudine al fumo nei loro pazienti.

Dai risultati di questo studio è emerso che solo il 53,79% del campione totale riferito è stato informato dal dentista/igienista che il fumo rappresenta un fattore di rischio per la salute orale. Circa il 40% dei pazienti non era neanche a conoscenza dell’esistenza del cancro orale e solo il 36,08% di loro ha riferito di essere stato informato dal proprio dentista/igienista dell’esistenza di quest’ultimo. Le femmine sono risultate significativamente meno frequenti tra gli ex-fumatori che tra i fumatori. I pazienti che hanno iniziato a fumare tardivamente hanno avuto più difficoltà a smettere di fumare di quelli che hanno iniziato precocemente.

Da questo sondaggio è emerso purtroppo che attualmente ancora troppo poco in Italia a livello odontoiatrico si affronta il tema del fumo e dei suoi effetti nocivi a livello orale con i pazienti, e troppo poco li si motiva a smettere. Le figure dell’odontoiatra e dell’igienista invece dovrebbero essere fondamentali in questo senso.

FONTE: odontoiatria33