Le microemorragie cerebrali (CMBs) hanno attratto l’attenzione di parecchi ricercatori, poiché sono dei segni premonitori importanti. La ricerca avanza l’ipotesi che il batterio Streptococcus mutans cnm-positivo, un tipo di batterio orale associato alla carie, sia implicato nel loro sviluppo.
 
Nel cercare di chiarire il collegamento, un team di ricercatori giapponesi ha dimostrato che lo Streptococcus mutans cnm-positivo è un nuovo fattore di deterioramento cognitivo legato ai CMBS e quindi può essere collegato a disturbi quali ictus e demenza. Per chiarire sia la portata clinica dei CMBs che i meccanismi alla base, i ricercatori della Kyoto Prefectural University of Medicine hanno esaminato 279 pazienti (età media 70 anni) per constatare la presenza o meno dello Streptococcus mutans cnm-positivo nella saliva. Sono stati inoltre presi in esame altri fattori quali la funzione cognitiva, lo stato di salute dentale e la presenza di CMB.
Nel valutare la situazione orale si è preso in considerazione il numero dei denti residui, la presenza o l’assenza di carie e lo stato parodontale dei pazienti. Il 94% è risultato positivo alla presenza dello Streptococcus mutans, il 33% allo Streptococcus mutans cnm-positivo, mentre il 25% ha mostrato un’attività di legame con il collagene associata all’ S. mutans. In 73 partecipanti (il 26%) la risonanza magnetica cerebrale ha rilevato microemorragie. Per quanto riguarda l’esame dei denti, sono state rilevate carie nel 31% dei partecipanti, mentre il 28% si è attestato al livello 3 o anche di più nella Community Periodontal Index of Treatment Needs (scala parodontale).
Le analisi hanno dimostrato che lo Streptococcus mutans cnm-positivo è stato rilevato più spesso in soggetti affetti da microemorragie cerebrali rispetto a quelli che non lo erano. Inoltre, la percentuale di pazienti colpiti da carie era significativamente più alta nel gruppo caratterizzato dall’attività legata al collagene. Secondo i ricercatori, i risultati suggerirebbero un meccanismo molecolare d’interazione tra le infezioni orali croniche e disturbi geriatrici, quali ictus e deterioramento cognitivo.
 
Al fine di chiarire la causalità, sarebbe interessante – affermano i ricercatori – un’indagine focalizzata sull’igiene orale e il microbiota in soggetti affetti da microemorragie cerebrali. Poiché i dati a disposizione sottolineano l’infl uenza importante del microbiota orale sulla malattia neurologica, si auspica, nella ricerca, una miglior collaborazione tra i medici e gli odontoiatri. Intitolato “Oral cnm-positive Streptococcus mutans expressing collagen binding activity is a risk factor for cerebral microbleeds and cognitive impairment”, lo studio è stato pubblicato online il 9 dicembre su Scientific Reports journal.